La Chiesa ed il Convento di S. Francesco sono ubicati all'estremità occidentale della città, nel luogo in cui sorgeva la chiesetta della Madonna del Soccorso, protettrice dei contadini. L'edificio originale fu costruito nel 1405, ma a causa di vari avvenimenti disastrosi e saccheggi è stato più volte restaurato e ricostruito. Durante l'ultimo radicale rifacimento del 1938 fu realizzata l'attuale facciata e collocata l'immagine di S. Francesco in ceramica che sovrasta il portale.
L'interno della chiesa, di gusto roccocò ma ricco di innesti più tardi, è a tre navate, di cui la centrale con volte a botte unghiata, e presenta una serie di cappelle patronali di famiglie patrizie locali tra cui spiccano quella Mezzacapo-Staibano con pregevoli decorazioni cinquecentesche, e quella della famiglia Imperato lavorata in finissimo marmo; da notare inoltre l'altare maggiore cinquecentesco e l'abside, a pianta poligonale con fasci di paraste che nascondono un'abside più antica .
Nel corso dei secoli molti tesori della chiesa sono stati razziati, tuttavia rimangono superstiti: un coro in legno di noce e pannelli della scuola di Andrea Sabatini, la statua di S. Francesco del 1598 e, posta nella prima cappella a destra, la statua cinquecentesca della Madonna del Soccorso, anticamente collocata nella omonima chiesa ed appartenente alla scuola dell'Italia Meridionale riconducibile a Laurana.
Presso gli altari o presso la pinacoteca del convento è possibile ammirare vari quadri, tra cui l'"Incoronazione della Vergine" e "SS Antonio e Bernardino" di Giovanni da Gaeta; il "Calvario" della scuola fiamminga del XV secolo, L'"Ascensione" di D'Errico, lo "Spirito Santo Adorato da Angeli" della Scuola Napoletana del 1700. Nell'orto del convento vi è la Grotta di San Bernardino con la fonte d'acqua che il Santo fece scaturire dalla roccia. Nei giardini ed in alcuni ambienti del convento vennero girate le suggestive scene di Paisà e di altri capolavori del maestro Roberto Rossellini.
Parte del convento è oggi adibito a Casa per i forestieri.