20 maggio 2009
Dall’antica Reghinna Major ai giorni nostri
Maiori è un suggestivo paese della Costiera Amalfitana disposto ad anfiteatro nel punto in cui la valle di Tramonti si apre sul mare. La fondazione viene diversamente attribuita dagli storici:
secondo alcuni le città sarebbe nata come colonia greca nel VI sec a.C., secondo altri sarebbe stata fondata dagli Etruschi nel VII sec a.c., secondo Plinio fu dimora dei romani esuli dal saccheggio di Roma nel IV sec d.C., altri autori ancora sostengono che gli insediamenti originari scomparvero, e la fondazione dell'attuale Maiori si deve al Principe Longobardo Sicardo nel IX secolo.
Certo è che nell'antichità il nome originale fu Reghinna, poi diventato Reghinna Major per distinguerla dal vicino paese Reghinna Minor, oggi Minori. Durante il periodo romano il nome fu mutato in Majori da cui la volgarizzazione Maiori.
Nell'Alto Medio Evo Maiori fu parte del Ducato napoletano fino al IX secolo quando, saccheggiata dal duca di Benevento Sicardo, entrò a far parte della confederazione di Universitas della Repubblica Amalfitana. La Repubblica Marinara di Amalfi si estendeva all'epoca da Lettere a Tramonti sul versante interno e da Positano a Cetara sul versante costiero: Maiori fu il cuore mercantile della Repubblica, sede degli Arsenali Maggiori, dell'Ammiragliato, della Dogana e del Fondaco del Sale.
A difesa della città furono erette due linee concentriche di mura: la cinta esterna, il Baluardo di San Sebastiano, si estendeva dalla Rocca di Sant'Angelo fino al monte Brusario; la cinta era munita di merlature e di sei torrette circolari e si apriva sulla spiaggia con grandi porte dotate di ponte levatoio. Antistante alle mura Vi era un fossato che all'occorrenza veniva riempito d'acqua deviando il corso del torrente. Vi era poi una seconda cinta "pedemontana" (da qui via Pedamentina) articolata in tre torri cardinali ed una serie di torrette intermedie. All'interno di questa cinta si trovava il Castello di San Nicola de Thoroplano adibito ad estremo rifugio.
Sul finire dell'XI secolo lo splendore della Repubblica Amalfitana volgeva al termine: il Guiscardo detta legge in tutto il Sud Italia ed il tentativo di ribellione degli Amalfitani decreta la definitiva deposizione del Duca D'Amalfi nel 1096 e la perdita di tutti i privilegi.
Maiori e Ravello, dissociatesi dalla rivolta, scampano alla punizione del Guiscardo ma non alla furia dei pisani che saccheggiano la città nel 1135 e nel 1137 distruggendo gran parte delle fortificazioni, tra cui il Baluardo di S. Sebastiano e la Rocca di S. Angelo.
Nel 1204 viene ritrovata sulla spiaggia la statua lignea di S. Maria a Mare, venerata da tutti i Maioresi nel mondo.
Nel 1500 si aprì la lotta tra Angioini e Spagnoli: a largo di Capo D'orso fu combattuta una delle battaglie navali più sanguinose della storia, costata alla Spagna più di 1000 uomini. Tuttavia l'anno seguente fu questa a vincere la guerra. I Viceré spagnoli organizzarono all'uopo un imponente piano di difesa, tuttavia nel 1558 il pirata Barbarossa mise a sacco i paesi costieri e fece molti schiavi tra gli abitanti. Alcuni Maioresi durante la tratta verso Costantinopoli riuscirono a fuggire e tornati in patria offrirono le catene che ancora li cingevano alla Madonna: fu così edificata l'edicola di S. Maria delle Catene, ancora oggi visibile lungo il Corso Reginna.
Maiori mantenne una certa importanza portuale, e per questo nel 1622 Filippo V la elevò a città regia.
Nel 1735 e nel 1773 si abbatterono sulla città due violentissime alluvioni. La fede popolare vuole che Maiori sia scampata alla distruzione grazie all'intercessione di S. Maria a Mare. A ricordo, ogni anno la terza domenica di Novembre si celebra il patrocinio della Madonna.
Nel 1860 con la nascita del Regno D'Italia le aspettative meridionali vengono per l'ennesima volta deluse: molti maioresi emigrano, molti altri si danno al brigantaggio, eleggendo a covo il Monte Falerzio, dove tutt'oggi è possibile vedere la Grotta di Matteo Salese, dal nome del brigante che ivi si nascondeva.
L'8 settembre 1843 Maiori e Salerno sono il teatro dell'Operazione Avalanche: avvenuto lo sbarco il quartier generale delle operazioni fu fissato nel palazzo Mezzacapo e la Chiesa di S. Domenico adibita ad ospedale di prima linea.
Il 25 ottobre 1954 è un triste giorno per Maiori: una alluvione di portata eccezionale investe tutta la provincia, il torrente Reginna si gonfia e straripa in tre ondate successive portandosi via buona parte delle borgate alte, il centro cittadino ed alcuni edifici lungo il torrente Reginna il quale, ostruito dai tronchi degli alberi trascinati a valle dalle acque, erose le fondamenta dei palazzi lungo il suo corso, facendone crollare le facciate.
La ricostruzione stravolge completamente le sembianze di Maiori, conferendole l'aspetto moderno e cittadino attuale.
21 maggio 2009
Il Palazzo Mezzacapo è la testimonianza dello splendore del passato dell'intera cittadina di Maiori. Situato nel cuore del paese, al centro del Corso Reginna, fu edificato dalla casata dei Mezzacapo nel 1800 Varcato il grande portone di legno intagliato, dalla corte interna si snodano due imponenti scaloni marmorei che conducono al primo piano, fino al 2009 sede del Comune.
leggi >>
22 maggio 2009
Situato nei pressi del lungomare nell'omonima piazzetta, il tempio, dedicato a San Giacomo Minore, venne eretto nel 1200 accorpando le appartenenze delle antiche chiese di S.
leggi >>
22 maggio 2009
La Chiesa ed il Convento di S. Francesco sono ubicati all'estremità occidentale della città, nel luogo in cui sorgeva la chiesetta della Madonna del Soccorso, protettrice dei contadini.
leggi >>
22 maggio 2009
La grotta è situato sul lato occidentale della città. La sua formazione pare sia dovuta ad un tremendo terremoto nel XII secolo. Nel 1300 i pescatori maioresi eressero all'interno della grotta un piccolo ospedale ed una chiesetta, forse a due navate, dedicata alla Vergine dell'Annunziata, protettrice dei pescatori e della dispensiera di pesca copiosa.
leggi >>
22 maggio 2009
Chiamato anche "Castello Mezzacapo", il castello fu eretto per volere dell'eccentrico Marchese Mezzacapo sorge a ridosso dell'antica Torre dell'Annunziata che ne costituisce l'ingresso principale.
leggi >>
22 maggio 2009
Sorge sui ruderi dell'antica chiesetta di S. Sebastiano Intra Moenia, ("dentro le mura", del bastione cui dava il nome) distrutti dall'incursione dei pisani del 1137.
leggi >>
22 maggio 2009
Il convento fu eretto nella prima metà del 1500 per volontà della famiglia Staibano, fu intitolato a Santa Chiara e destinato alla clausura delle nobili fanciulle maioresi.
leggi >>
22 maggio 2009
Ubicata nella omonima frazione, sulla riva sinistra del torrente Reginna, le sue origini sono tutt'ora sconosciute, tuttavia dovrebbe trattarsi della navate centrale, restaurata, di una basilica del VI secolo.
leggi >>
22 maggio 2009
Situata in località Vecite vi si accede tramite una lunga scalinata, parte residua di una più lunga coperta dall'alluvione del 1954. La chiesa, risalente al periodo Romanico, fu riadattata in stile barocco verso la seconda metà del 1700.
leggi >>
22 maggio 2009
Situata in località Ponteprimario, la chiesa, risalente al VII secolo è stato più volte ricostruita a causa di alluvioni, frane e scorrerie fino all'ultima radicale ristrutturazione del 1994.
leggi >>
29 maggio 2009
Il Convento e la chiesa del SS: Rosario, detto San Domenico, si trova all'estremità nord di Corso Reginna. Il complesso fu costruito nella seconda metà del 1600 per volontà del patrizio maionese Leonardo Russo, scampato alla pestilenza del 1656.
leggi >>
29 maggio 2009
Si trova nell'omonima bellissima piazzetta, sulla sponda sinistra del Reginna.. La piazza di San Pietro è il punto in cui gli antichi etruschi pare abbiano edificato il primo nucleo abitativo: qui sorgeva il tempio del Dio Vertumno, raso al suolo da Cristiano intorno al VI secolo.
leggi >>
29 maggio 2009
Sorta nel 1362 come cappella gentilizia della famiglia Franconio fu in seguito acquistata dalla famiglia Citarella, cui appartiene lo stemma posto sull'entrata sopra l'altare, che eressero l'adiacente palazzo.
leggi >>
29 maggio 2009
E' ubicata su Via Nuova Chiunzi, riconoscibile solo grazie ad un rudimentale campanile con due piccole campane bronzee. La chiesetta, riconducibile al XIII secolo nacque come cappella gentilizia dedicata a San Gregorio Magno.
leggi >>
29 maggio 2009
Eretta nel XVIII secolo dal gentiluomo Maionese Angiolo D'Uva, la chiesetta, originariamente venne intitolata alla SS Croce come testimonia la preziosa croce in legno posta lungo la via d'accesso.
leggi >>
29 maggio 2009
Percorrendo la "Scala Santa", per tradizione utilizzata solo da sposi e dalla Madonna, si giunge alla Collegiata. La Chiesa sorge sul monte Torina, nel punto in cui sorgeva la Rocca di S.
leggi >>
29 maggio 2009
Il Castello sorge sulla sommità del colle che domina le contrade Accola e Carpineto. In realtà, l'antico manufatto non può essere considerato un castello nel senso letterale del termine, vale a dire come dimora protetta e trincerata di un signore feudale.
leggi >>
29 maggio 2009
Nel corso dei secoli gran parte dei monumenti e la quasi totalità delle fortificazioni della Maiori antica sono andate perse. Maiori era protetta da due linee concentriche di mura: la cinta esterna, il Baluardo di San Sebastiano, si estendeva dalla Rocca di Sant'Angelo (l'attuale Collegiata) fino al monte Brusario; la cinta era munita di merlature e di sei torrette circolari e si apriva sulla spiaggia con grandi porte dotate di ponte levatoio.
leggi >>
29 maggio 2009
L'abbazia è ubicata lungo la Statale Amalfitana, a circa 3 Km dal centro di Maiori. Fu fondata nel 973 da monaci benedettini che in quel luogo ebbero un frantoio per la produzione di olio.
leggi >>
29 maggio 2009
La Maiori antica contava ben nove torri nel proprio territorio, la maggior parte risalenti al XVI secolo: tra Maiori e Minori la Torre dell'Annunziata, oggi detta Torricella; al centro del paese la Torre Revigiana, abbattuta per consentire il passaggio della strada costiera; la Torre dell'angolo o "delle formiche" oggi nota con l'improprio nome "Torre Normanna"; la torre dell'Acquarulo a Salicerchie, la Torre S.
leggi >>