La Maiori antica contava ben nove torri nel proprio territorio, la maggior parte risalenti al XVI secolo: tra Maiori e Minori la Torre dell'Annunziata, oggi detta Torricella; al centro del paese la Torre Revigiana, abbattuta per consentire il passaggio della strada costiera; la Torre dell'angolo o "delle formiche" oggi nota con l'improprio nome "Torre Normanna"; la torre dell'Acquarulo a Salicerchie, la Torre S. Spirito in località Badia, La Torre Lama di cane, la Torretta di Capo D'Orso oggi semidistrutta; la torre del Tumulo ed il Torrione di Erchie.
Queste costruzioni, presenti su tutto il territorio della Costiera Amalfitana, avevano una funzione di avvistamento: costruite in modo da essere sempre in contatto: di giorno comunicavano a mezzo di bandiere e di notte tramite fiaccole. La torre che per prima avvistava un pericolo diramava l'allarme.
Un'antica tradizione vuole che gli abitanti del Comune di Atrani resosi conto che navi pirate stavano avvicinandosi alla costa senza essere scorti dalle varie torri ubicate nel territorio di Maiori, fecero un grande fuoco sulla spiaggia per avvertirli del pericolo. Da allora, in segno di riconoscimento per l'aiuto dato dagli Atranesi, ogni qualvolta c'è la festa patronale nei due comuni, entrambe le collettività si scambiano la visita del primo cittadino e viene accesso un grande falò la notte precedente il dì di festa.